I 5 giocatori del calcio mondiale più forti di sempre

C’è chi pensa che il calcio sia soltanto una maniera come un’altra per far soldi e chi invece è convinto che sia arte, genio, passione. Nella storia del calcio contiamo infiniti campioni, tutti o quasi, in grado di contribuire a rendere questo sport il più amato al mondo. Non è affatto semplice stilare una classifica dei più grandi campioni che hanno fatto la storia di questo sport, anche perché non sempre ad un grande bagaglio tecnico, ad una visione di gioco eccezionale e ad una genialità fuori dal comune, sono equivalsi risultati importanti. Inoltre, ciascuno di noi ha i suoi campioni preferiti e l’obiettività, per forza di cose, è destinata a venir meno. Nonostante tutto, abbiamo provato a stilare una classifica che non ha alcuna presunzione di universalità, ma che è soltanto un suggerimento a ragionare sulle effettive potenzialità di chi ha avuto il merito di rivoluzionare questo fantastico sport.

Dalla quinta alla terza posizione

Abbiamo parlato di genio e pertanto nella nostra classifica non poteva mancare un giocatore che in quanto a genialità non è secondo a nessuno: George Best. Proveniente da Belfast, Irlanda del Nord, Best è stato un attaccante che ha fatto del genio e della sregolatezza le sue caratteristiche principali. Conosciuto anche come il “quinto Beatle”, vinse la sua prima Coppa dei Campioni nel 1968, a soli 22 anni, stagione durante la quale si aggiudicò anche il titolo di Pallone d’Oro. Best ha disputato dodici stagioni nel Manchester United ed è passato alla storia come uno dei più grandi dribblatori di sempre, autentico funambolo che fece della rapidità, dell’abilità nel saltare l’uomo e della tecnica, i suoi grandi punti di forza. La sua esperienza fra le fila dello United venne impreziosita da ben 137 reti, alle quali aggiunse:

      • 2 campionati inglesi
      • 1 Coppa d’Inghilterra
      • 2 Charity Shield
      • 1 Coppa Campioni
      • 1 Pallone d’Oro

Molto più giovane di Best, Roberto Baggio nacque a Caldogno nel 1967 ed ha vissuto una carriera costellata di gol, magie, trionfi, ma anche di numerose incomprensioni ed alcune cocenti delusioni. Roberto Baggio, tuttavia, è stato il paradigma della fantasia applicata al calcio e di una visione di gioco pressoché inarrivabile. Il Divin Codino ha disputato tre mondiali, ha messo a referto ben 205 gol in Serie A, diventando il settimo miglior realizzatore nella storia del campionato italiano, nonché il miglior marcatore azzurro nella storia dei Mondiali. Baggio ha ottenuto anche un Pallone d’Oro ed un FIFA World Player, entrambi nel 1993, ed ha trionfato due volte in Serie A con due squadre diverse (Milan e Juventus). Sempre con la Juventus ha vinto anche una Coppa Uefa ed una Coppa Italia. Con la nazionale azzurra Baggio sfiorò la grande impresa nell’edizione dei Mondiali del 1994, allorquando, dopo aver trascinato l’italia in finale con i suoi gol ed una serie di prestazioni meravigliose, mandò fuori l’ultimo calcio di rigore nella finale contro il Brasile, vinta dai Sudamericani. Al terzo posto di questa speciale classifica è presente un altro grande attaccante, per il quale sono terminati gli aggettivi. Lionel Messi è l’unico giocatore in classifica ancora in attività ed il suo stile di gioco si può così riassumere: concreto, rapidissimo nei movimenti, agile, incredibilmente veloce e spettacolare più di qualsiasi altro giocatore contemporaneo. Messi ha una grande qualità, ovvero far sembrare semplici anche le giocate più complicate. Lionel Messi è cresciuto nelle giovanili del Barcellona e sempre nello stesso club continua a deliziare gli amanti di questo sport da molti anni. I numeri della Pulce sono assolutamente sensazionali: 328 reti in carriera in 366 gare disputate con il Barcellona, per una media di quasi un gol a partita e 57 reti in 116 partite con la sua nazionale, l’Argentina. Inoltre, ha collezionato:

      • 8 campionati spagnoli
      • 4 coppe di Spagna
      • 7 Supercoppe di Spagna
      • 4 Champions League
      • 3 Coppe del Mondo per Club
      • 1 oro olimpico con la nazionale argentina
      • 5 Palloni d’Oro

Non bisogna assolutamente dimenticare che Messi ha ancora 29 anni e si appresta a giocare a grandissimi livelli per altri quattro o cinque anni, con enormi possibilità di scalare ulteriormente questa graduatoria dedicata ai più grandi di tutti i tempi. Il definitivo salto di qualità potrebbe essere rappresentato da un’affermazione internazionale con la sua Argentina, che non è ancora riuscito a condurre alla vittoria di un Campionato del Mondo o di una Coppa America. A tal proposito, è necessario sottolineare le due sconfitte consecutive in finale rimediate contro il Cile, durante l’edizione della Coppa America del 2015 e durante l’edizione della Coppa del Centenario disputata nel 2016. In entrambe le occasioni l’Argenitna di Lionel Messi ha fallito il grande obiettivo ai calci di rigore, dopo che i match regolari erano terminati sul punteggio di zero a zero. Anche il 2014 è stato un anno sfortunato per l’Argentina, con la sconfitta in finale ai tempi supplementari rimediata contro la Germania. Solo il tempo ci dirà se Messi sarà finalmente in grado di centrare un grande risultato con la sua nazionale e di diventare il migliore di sempre.

I primi due giocatori in classifica

Molti di voi avranno già capito di chi stiamo per parlare: due giocatori che conoscono davvero tutti, due fuoriclasse assoluti che hanno deliziato per anni i tifosi delle squadre di club e delle nazionali per cui hanno giocato. In seconda posizione troviamo Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé. Il brasiliano è l’unico ad aver vinto tre Mondiali, record che molto difficilmente potrà essere eguagliato in futuro. Pelé viene ricordato soprattutto per la tecnica sopraffina che contraddistingueva le sue giocate, per la forza fisica, per qualità atletiche che mai si erano viste prima di lui. O Rei è stato in grado di segnare 1281 gol in 1363 presenze totali, numeri che sembrano davvero irraggiungibili. Pelé in Brasile è un monumento nazionale, da tutti giudicato il migliore di tutti i tempi. Vinse le edizioni dei Mondiali del 1958, del 1962 e del 1970 e fu in grado di realizzare un gol strepitoso in finale contro la Svezia a soli 17 anni. A livello di club giocò principalmente nel Santos, segnando 571 reti in 586 partite ufficiali e concluse la sua meravigliosa carriera negli Stati Uniti, fra le fila dei New York Cosmos. Pelé si è aggiudicato:

      • 10 volte il Campionato Paulista
      • 4 volte il torneo Rio-San Paolo
      • 5 volte la Coppa Nazionale Brasiliana
      • 1 volta il Campionato Nazionale Statunitense

Sempre con il Santos ha vinto anche 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali e si è laureato 11 volte capocannoniere del campionato paulista. Tuttavia, c’è qualcuno che contesta a Pelé una scelta in particolare, ovvero quella di non essersi mai misurato con il calcio europeo. E forse è stata proprio questa mancanza a farci decidere di mettere sul gradino più alto del podio un altro grande calciatore argentino: Diego Armando Maradona. Maradona ha saputo far proseliti in Spagna e soprattutto in Italia, campionato nel quale a quell’epoca giocavano tutti i più grandi interpreti di questo sport. Il gioco di Maradona, calciatore non dotatissimo dal punto di vista atletico e fisico, era poesia pura, fatto di una tecnica sopraffina e di una facilità di tiro mai vista prima. Indimenticabile la rete con cui eliminò l’Inghilterra dai Mondiali del 1986, quando riuscì a dribblare tutta la squadra avversaria e a scaraventare la palla in rete dopo un’azione travolgente. “El Pibe de Oro” ha vinto:

      • 1 Mondiale
      • 2 campionati italiani
      • 1 campionato argentino
      • 1 Coppa Uefa

 

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